Le Figlie di Ipazia

Donne da ricordare e celebrare

REMEDIOS VARO

Anglès,

 16 dicembre 1908

// Città del Messico,

 8 ottobre 1963

María de los Remedios Alicia Rodriga Varo y Uranga (Anglès, 16 dicembre 1908 – Città del Messico, 8 ottobre 1963), più conosciuta come Remedios Varo, fu una pittrice surrealista spagnola, attiva soprattutto in Messico in collaborazione con Leonora Carrington.
L’opera di Remedios Varo si è raffinata in uno stile molto personale e riconoscibile, nota per i dipinti onirici dall’apparato scientifico. Chiara è l’influenza del movimento surrealista, di cui ha fatto parte e la propensione al sogno ed alla rappresentazione del legame tra la realtà vissuta e quella immaginata. Il tutto eseguito con grande accuratezza tecnica ed una minuziosa attenzione ai particolari sia dal punto di vista simbolico che pittorico.

Molti dei quadri della pittrice portano forti richiami autobiografici, tanto che spesso i personaggi che appaiono nelle sue opere assomigliano alla pittrice o ai suoi amici più intimi. Tra i temi ricorrenti quello della ribellione più o meno manifesta ad una rigidità imposta dall’esterno, che spesso sfocia in una fuga o un viaggio, su imbarcazioni sempre diverse ed intime o su biciclette o altri mezzi su eteree ruote.

Ma il mondo di Remedios Varo non ha mai una sola dimensione, se ne aggiungono sempre delle nuove, o per il galleggiamento sulle nuvole del sogno, o perché dalle pareti, dalle spalliere, dagli orologi a pendolo, si aprono squarci da cui si affacciano nuove realtà, nella forma di gatti e di volti o di uccelli e foglie secche.

Anche la lettura di ogni singola opera è un compito che richiede molto tempo, per la densità di significati e di particolari mai casuali. Dopo aver assaporato al primo impatto la gradevolezza del tratto, si finisce per rimanere intrappolati nel susseguirsi di nuove scoperte; quando si nota che è il tessuto dei vestiti indossati dai personaggi a costituire il materiale per imbarcazioni e pavimenti, che chi tiene la luna in gabbia si trova altrettanto intrappolato tra le nubi, mentre tra le ragazze che tessono a comando nella torre ce n’è una che ha furtivamente disegnato la propria libertà.

Anche la creazione dovuta alla magia ricorre spesso nelle opere della pittrice, dove l’esperta mano dell’alchimista mescola la luce degli astri per creare nuova arte e nuova vita, popolata di esseri con sembianze più di animali che umane degne dell’artista da lei sempre ammirato: Hieronymus Bosch.