Le Figlie di Ipazia

Donne da ricordare e celebrare

KANEKO MISUZU

Senzaki,

 11 aprile 1903

 10 marzo 1930

Kaneko Misuzu

Misuzu Kaneko (金子 みすゞ, Kaneko Misuzu, April 11, 1903 – March 10, 1930) fu una poetessa giapponese, conosciuta per le sue poesie per bambini. Nacque Teru Kaneko (金子 テル, Kaneko Teru) nel viallaggio di pescatori di Senzaki, ora parte di Nagato, nella prefettura di Yamaguchi. Nei suoi poemi spesso vi sono riferimenti alla pesca e al mare. Riconosciuta e celebrata in vita, dopo la morte invece i suoi lavori caddero nell’oscurità per poi essere riscoperti negli anni ’80. Da allora,viene ricordata come una delle più amate autrici di poesie per bambini del Giappone. Le sue poesie sono state tradotte di undici lingue. Venne cresciuta da sua madre e sua nonna dopo che suo padre venne a mancare quando aveva tre anni. La madre di Kaneko gestiva un negozio di libri ed era molto attenta ai temi dell’educazione e della lettura. Mentre la maggioranza delle ragazze giapponesi di quell’epoca studiavano fino alla prima media, Kaneko continuò gli studi fino a 17 anni, frequentando la scuola Ōtsu. Veniva descritta dagl’altri come gentile, allegra, un’ottima studente e una lettrice vorace con una forte curiosità per la natura.

Nel 1923 Kaneko divenne manager e unica impiegata della piccola libreria di suo zio presso Shimonoseki. Qui scoprì riviste per la letteratura per l’infanzia come Akai tori, che chiedevano storie e versi dai propri lettori. Kaneko in principio ne mandò alcune a quattro magazine, e fu pubblicata in tutti. Presto i suoi poemi apparvero in tutto il Giappone e divenne una celebrità letteraria.

La vita privata di Kaneko non fu fortunata. Nel 1926 si sposò in un matrimonio organizzato da suo zio, con un commesso che lavorava nella libreria di famiglia. Ebbe una figlia, Fusae, ma suo marito le fu infedele e contrasse delle malattie veneree che passó a Kaneko, infliggendole dolore fisico per tutta la vita. La forzò anche a smettere di scrivere, facendo traslocare la famiglia quattro volte in due anni per poi rincorrere imprese economiche fallimentari. Finalmente Kaneko divorziò nel 1930, ma non ottenne la custodia su sua figlia: la legge giapponese in quei tempi assicurava automaticamente la custodia dei figli al marito. Nel 1930 Kaneko si tolse la vita con dei sedativi in segno di protesta.